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sabato 9 febbraio 2019

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Papal theologian never saw final draft of controversial doc with Muslims, contrary to Pope’s claims

ROME, February 7, 2019 (LifeSiteNews) — Informed sources have confirmed that the papal theologian, Dominican Father Wojciech Giertych, was consulted but did not see the final draft of the controversial “Document on Human Fraternity” that Pope Francis signed this week with a Grand Imam.
The news, reported by the National Catholic Register on Wednesday, runs contrary to Pope Francis’s claim that the papal theologian “officially” read and “approved” the document, which even some within the Vatican are calling “heresy.”

https://www.lifesitenews.com/news/papal-theologian-never-saw-final-draft-of-human-fraternity-doc-contrary-to-#When:23:49:00Z
Posted: 08 Feb 2019 07:57 AM PST

Ci sono zelanti scribi e turiferari di vario peso che da sei anni si trovano ad applaudire papa Bergoglio anche se, ogni giorno, ne dice di tutti i colori 

VEDI QUI LE ULTIME:  https://www.lifesitenews.com/news/papal-theologian-never-saw-final-draft-of-human-fraternity-doc-contrary-to-#When:23:49:00Z
E’ una vitaccia la loro, perché devono magnificare continuamente le splendide “vesti”, cioè le gesta, di un sovrano che è palesemente inadeguato (per questo personalmente sento di dover pregare tanto per lui).

E’ un papa sprovvisto di una seria preparazione teologica, troppo desideroso di compiacere i potenti padroni del mondo, clamorosamente privo delle basi culturali minime oltreché di prudenza, di misericordia evangelica e di “sensus Ecclesiae”.
Costoro lo sanno bene perché da tempo ci sono liberi intelletti che – con dolore – segnalano le cose più stravaganti e inaudite. Ma gli zelanti scribi non cercano di correre ai ripari, diradando i loro elogi al sovrano o invitandolo alla prudenza. No.
Si avventano su coloro che hanno il torto di amare la verità e di dirla. Così qualche zelante scriba non ha trovato di meglio che mettere sotto il microscopio me, che pure non sono nessuno, per una mia citazione di san Vincenzo che costoro credono (erroneamente) falsa.
Vedremo dopo di cosa si tratta. Prima devo esprimere la mia divertita sorpresa. Abbiamo infatti un papa che, proprio in fatto di citazioni, manifesta una disinvoltura sconcertante e una fantasia straordinaria, un caso unico nella storia del papato, eppure a questi scribi non interessano le strane citazioni papali. A loro interessa una mia citazione.
Non è curioso? Eppure papa Bergoglio è immensamente più importante di me e le sue citazioni (come vedremo) hanno conseguenze pesanti sulla vita della Chiesa.
Faccio un esempio. Nel mio libro “Non è Francesco”riportavo proprio – fra tante altre cose – il singolare caso di una sua citazione che (questa sì) sembrerebbe davvero inventata. Ecco cosa scrivevo:
C’è una citazione prediletta da papa Bergoglio. La ripropone di continuo. La prima volta da Papa citò questa frase subito dopo l’elezione, durante il discorso ai cardinali nella sala clementina:
“Egli, il Paraclito, è il supremo protagonista di ogni iniziativa e manifestazione di fede. … Io ricordo quel Padre della Chiesa che lo definiva così: «Ipse harmonia est». Il Paraclito che dà a ciascuno di noi carismi diversi, ci unisce in questa comunità di Chiesa”. 
Dopo di allora ha citato quel «Padre della Chiesa» e la frase «Ipse harmonia est», riferita allo Spirito Santo, una miriade di volte. Per esempio il 19 maggio 2013 (omelia di Pentecoste, nella messa con i movimenti ecclesiali) o il 4 ottobre 2013, ad Assisi, nella cattedrale di San Rufino, parlando ai religiosi. Ma già la citava da cardinale, come si vede nell’intervista rilasciata a «30 Giorni» nel 2007.
C’è solo un problema: che non esiste un Padre della Chiesa che abbia detto quella frase.Pure in Vaticano, dove sistemano tutti i discorsi papali per la pubblicazione sugli «Acta Apostolicae Sedis», non l’hanno trovato e quindi la frase compare senza attribuzione.
Tuttavia, nessuno glielo dice, quindi Bergoglio continua a citare quel – non meglio identificato – «Padre della Chiesa».
Avrei taciuto volentieri anch’io se alla fine quella citazione improbabile, durante l’incontro di Caserta del 28 luglio 2014 con il pastore pentecostale Giovanni Traettino, non fosse diventata la base «teologica» della nuova visione ecumenica che Bergoglio vuole dare alla Chiesa.
Infatti ha detto: «La Chiesa è una nella diversità. E, per usare una parola bella di un evangelico che io amo tanto, una “diversità riconciliata” dallo Spirito Santo. [Perché] Lui fa entrambe le cose: fa la diversità dei carismi e poi fa l’armonia dei carismi. Per questo i primi teologi della Chiesa, i primi padri – parlo del secolo III o IV – dicevano: “Lo Spirito Santo, Lui è l’armonia”, perché Lui fa questa unità armonica nella diversità».
Considerato che nessun Padre della Chiesa ha mai pronunciato quella frase, sembra un po’ debole una teologia ecumenica fondata su di essa che – addirittura – spazza via la Dominus Iesus, la quale ha dietro di sé tutta la solidità della teologia cattolica. 
Ho scritto queste cose nel libro del 2014. Evidentemente la citazione fantasma – ripetuta di continuo – creava un certo imbarazzo in Vaticano. Così, nel 2017 (ci sono voluti tre anni), hanno cercato (maldestramente) di metterci una toppa e un articolo dell’Osservatore romano attribuisce quella “citazione” a Basilio di Cesarea.
Solo che il passo che citano di san Basilio non contiene affatto questa espressione. Eccolo qua: 
«Se dunque lodano Dio tutti i suoi angeli, se lo lodano tutte le sue potenze, questo avviene per il concorso dello Spirito. Se accanto a lui stanno migliaia di migliaia di angeli e infinite miriadi di ministri è nella potenza dello Spirito che essi compiono irreprensibilmente il loro ufficio. Tutta quell’armonia sovraceleste e indicibile (pàsan oun ten hyperourànion ekèinen kài àrreton harmonìan) nel servizio di Dio e nel mutuo accordo delle potenze sovracosmiche non potrebbe conservarsi senza che le presiedesse lo Spirito».
L’Osservatore romano, con evidente imbarazzo, commenta: “L’aforisma latino ‘ipse harmonia est’ non può e non vuole essere, proprio in quanto tale, una traduzione letterale del passo in questione”.
In effetti quella frase “citata” da Bergoglio non c’è proprionon c’è per nulla, né come traduzione letterale, né, in senso lato, come sintesi concettuale.
Perché Basilio (che peraltro scrive in greco e non in latino) parlava del canto di lode a Dio degli angeli nei Cieli, mentre Bergoglio parla, confusamente, di carismi nella Chiesa oltretutto alludendo alle confessioni protestanti (come se i cori angelici e i seguaci di Lutero fossero la stessa cosa e come se fosse stato lo Spirito Santo a suscitare lo scisma protestante…).
Ognuno può trarre le sue conclusioni. Ma gli scribi bergogliani dovrebbero rispondere al quesito: è una citazione vera o inventata?
Non solo. Anche facendo il taglia e cuci a una citazione si può far dire a un autore l’opposto di quello che lui effettivamente afferma.
Prendiamo proprio san Vincenzo di Lérins(di cui parleremo dopo): Papa Bergoglio più volte cita il celebre passo sullo sviluppo del dogma del “Commonitorium”, ma non lo cita per intero, fa un taglia e cuci da cui – guarda caso – restano escluse proprio le frasi che contraddicono la sua idea.
Per esempio, nel discorso al Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione cita questo passo affermando:
“D’altronde, come già ricordava san Vincenzo di Lérins: «Forse qualcuno dice: dunque nella Chiesa di Cristo non vi sarà mai nessun progresso della religione? Ci sarà certamente, ed enorme. Infatti, chi sarà quell’uomo così maldisposto, così avverso a Dio da tentare di impedirlo?» (Commonitorium, 23.1: PL 50)”. (…)
Questa legge del progresso secondo la felice formula di san Vincenzo da Lérins: «annis consolidetur, dilatetur tempore, sublimetur aetate» (Commonitorium, 23.9: PL 50), appartiene alla peculiare condizione della verità rivelata nel suo essere trasmessa dalla Chiesa, e non significa affatto un cambiamento di dottrina”.
Anche nell’intervista a padre Antonio Spadaro per “Civiltà Cattolica”, Bergoglio cita una frase tratta da quel passo di san Vincenzo di Lérins:
“Anche il dogma della religione cristiana deve seguire queste leggi. Progredisce, consolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l’età”.
Poi Bergoglio prosegue:
“San Vincenzo di Lérins fa il paragone tra lo sviluppo biologico dell’uomo e la trasmissione da un’epoca all’altra del ‘depositum fidei’, che cresce e si consolida con il passar del tempo. Ecco, la comprensione dell’uomo muta col tempo, e così anche la coscienza dell’uomo si approfondisce”.
Adesso leggiamo quel brano integrale del “Commonitorium” segnalando in neretto le parti omesse da Bergoglio:
Qualcuno forse potrà domandarsi: non vi sarà mai alcun progresso della religione nella Chiesa di Cristo? Vi sarà certamente e anche molto grande.
Chi infatti può esser talmente nemico degli uomini e ostile a Dio da volerlo impedire?
Bisognerà tuttavia stare bene attenti che si tratti di un vero progresso della fede e non di un cambiamento.Il vero progresso avviene mediante lo sviluppo interno.Il cambiamento invece si ha quando una dottrina si trasforma in un’altra.
È necessario dunque che, con il progredire dei tempi, crescano e progrediscano quanto più possibile la comprensione, la scienza e la sapienza così dei singoli come di tutti, tanto di uno solo, quanto di tutta la Chiesa.
Devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto.
La religione delle anime segue la stessa legge che regola la vita dei corpi.
Questi infatti, pur crescendo e sviluppandosi con l’andare degli anni, rimangono i medesimi di prima.
E’ evidente che il taglia e cuci bergogliano al “Commonitorium” fa dire a san Vincenzo di Lérins una cosa molto diversa da quanto lui davvero afferma. Anzi, più che diversa, gli fa dire una cosa antitetica.
Egualmente sconcertanti sono altre citazioni bergogliane contenute addirittura nei suoi documenti ufficiali. Penso ad esempio a un testo come l’Amoris laetitia che ha un impatto devastante nella pastorale della Chiesa.
In quel testo le citazioni vengono disinvoltamente “trattate” e usate proprio per giustificare la nuova dottrina bergogliana in materia di unioni.
E’ il caso della citazione di un paragrafo della Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II, dove si omette il seguito (nello stesso paragrafo), perché contradice la tesi che si vuol sostenere, e che poi rifluisce nella più sconcertantenota 329in cui Bergoglio cita poche parole della “Gaudium et spes” (n. 51)per applicare in modo fuorviante,a coppie divorziate o risposate civilmente, quello che il documento del Concilio applica alle sole coppie validamente sposate. Facendo dire così alla “Gaudium et spes” un’enormità che è totalmente opposta al suo vero contenuto.
Sandro Magister così ha sintetizzato la disinvolta operazione bergogliana:
In effetti nella nota 329 della “Amoris lætitia” papa Francesco rivolge ai divorziati risposati che hanno scelto di convivere non più da adulteri ma “come fratello e sorella”, e quindi con la possibilità di fare la comunione, un esplicito rimprovero: quello di recare un possibile danno alla nuova famiglia, poiché – parole letterali – “se mancano alcune espressioni di intimità, ‘non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli'”. Questo con tanto di citazione – in realtà ritagliata da tutt’altro contesto – della costituzione conciliare “Gaudium et spes”. E, peggio, col sottinteso che fanno meglio gli altri a condurre una piena vita da coniugi anche in seconde nozze civili, magari facendo anche la comunione”.
Un altro caso clamoroso è la citazione a sproposito di san Tommaso d’Aquino (cap. 304) per fargli dire l’opposto di quello che il grande teologo insegnava. Come è stato scritto, è un modo di “valorizzare l’adulterio citando (male) san Tommaso” VEDI QUI:
http://www.lanuovabq.it/it/valorizzare-ladulterio-citando-male-san-tommaso
Tutto questo sembra davvero sconcertante, ma non interessa i nostri studiosi clericali che si applicano con accanimento a me
Eppure una mia citazione non cambia nulla, mentre le tante citazione disinvolte di Bergoglio cambiano la dottrina e l’insegnamento della Chiesa.
Comunque è a me che costoro rivolgono le loro attenzioni critiche. E – dopo tanto studio – è arrivato finalmente il “formidabile” colpo: insinuano che io abbia inventato una citazione.
Ora, mi corre l’obbligo di ringraziare sinceramentequesti zelanti scribi clericali, sia per l’importanza che mi attribuiscono (decisamente esagerata); sia per l’ingrato lavoro che si sono accollati.
Infatti in questi sei anni (oltre a qualche centinaio di articoli) ho scritto tre libridedicati al “caso Bergoglio/Benedetto XVI”, cioè: “Non è Francesco”(Mondadori), “La profezia finale” (Rizzoli) e “Il segreto di Benedetto XVI” (Rizzoli).
Se consideriamo pure il capitolo che ho dedicato a Bergoglio in “Traditi, sottomessi, invasi”, siamo quasi a 800 pagine complessive(senza contare qualche centinaio di miei articoli).
In circa 800 pagine che ho pubblicato, dense di tantissime citazioni, con riferimenti bibliografici e note, pensavo sinceramente di poter incorrere in diversi errori e imprecisioni, cosa più che normale e scontata.
Invece i miei zelanti scribi non sono riusciti a trovare nient’altro che un banale errore di nome, cioè una citazione di san Vincenzo Pallotti che io ho erroneamente attribuito a un altro san Vincenzo (cioè san Vincenzo di Lérins).
Mi dispiace che abbiano faticato così tanto, per trovare così poco. Sicuramente se si applicano di più potranno trovare altri miei errori e li ringrazierò se me li segnaleranno, come già li ringrazio per questa segnalazione.
In ogni caso aver attribuito a san Vincenzo di Lérins una frase di san Vincenzo Pallotti non mi sembra una cosa da perderci il sonno.
E’ vero, loro l’hanno sbandieratacome se avessero scoperto chissà quale misfatto e addirittura hanno titolato “Una citazione inventata da Antonio Socci?”. Avevano l’aria di chi finalmente ha preso in castagna  questo giornalista che critica papa Bergoglio.
Ma era il loro stesso articolo a smentire l’insinuazione malevola contenuta nel titolo, infatti il loro articolo riportava una fonte autorevole della citazione del Pallotti che è l’introduzione al volume, curato da Giovanni Cittadini, “Pio IX, Lettere” (vol. I, Laurenziana, Roma), pubblicato nel 1990.
Se cercano meglio potranno trovare pure altre fonti. A me basta prendere atto che questi affannati scribi si contraddicono da soli, smentendo nel loro stesso articolo ciò che insinuano nel titolo
La citazione originale di san Vincenzo Pallottiè questa: “Alcuni papi Iddio li vuole, alcuni li permette, altri li tollera”. Quella che mi era stata riportata e trasmessa diceva: “Alcuni papi Iddio li dona, altri li tollera, altri li infligge”.
Come si vede c’è una difformità lessicale sul verbo “infliggere”, ma non c’è una sostanziale differenza concettuale, anzi: mi sembra molto migliore e più corretta la versione di Cittadini, perché fa capire che Dio non ha nessuna parte (nemmeno come intento punitivo) nell’elezione dei cattivi papi (non ce li “infligge” Lui, ma gli uomini che li eleggono)
Dunque adotto volentieri la prima versione che mi è più utileper far capire il cuore del problema. Ringrazio i miei critici per la segnalazione, perché così rafforzano il concetto che volevo esprimere.
Oltretutto aver riportato la seconda versione in miei scritti del 2011 esclude del tutto che sia stata modificata deliberatamente quella parola di san Vincenzo Pallotti contro l’attuale pontificato, perché nel 2011 Bergoglio stava a Buenos Aires e regnava Benedetto XVI.
Del resto – ripeto – se nel 2014, riprendendo quella stessa citazione del 2011, avessi avuto quell’intenzione “antibergogliana” sarebbe stato per me più efficace e utilecitare la prima versione.
In ogni caso si tratta di in una citazione che veniva fatta discorsivamente(infatti non aveva un rimando bibliografico  in nota), per esprimere un concetto che dovrebbe essere noto a tutti i cattolici.
L’importante, al di là delle diverse sfumature linguistiche, è proprio il concetto espresso da quel santo, che è lo stesso in entrambe le versioni. Ma i miei zelanti inquisitori si guardano bene dall’andare alla sostanza ed evitano di riflettere su quella frase di san Vincenzo.
Si fermano a criticare il dito, perché serve ad attaccare polemicamente il proprietario del dito, ma – per un animo che ha a cuore la Chiesa – è molto più importante guardare la luna che quel dito indica.
Quella espressa nella frase di san Vincenzo è una concezione perfettamente cattolica che dovrebbe mettere in guardia dal rischio, oggi devastante, della papolatria
Infatti lo stesso identico concettoè stato espresso dall’allora cardinale Ratzinger, in una dichiarazione riportata da “Avvenire”, nel 1997.
Il mio critico – tal Marcotullio – definisce “famigerata dichiarazione” quella del futuro Benedetto XVI. Io invece seguo questo grande teologo e papa che tuttora è fra noi il grande maestro della fede.
Dunque Ratzinger, con la sua nota chiarezza, alla domanda se è lo Spirito Santo il responsabile dell’elezione di ogni papa, dette testualmente questa risposta:
Non direi così, nel senso che sia lo Spirito Santo a sceglierlo. Direi che lo Spirito Santo non prende esattamente il controllo della questione, ma piuttosto da quel buon educatore che è, ci lascia molto spazio, molta libertà, senza pienamente abbandonarci. Così che il ruolo dello Spirito dovrebbe essere inteso in un senso molto più elastico, non che egli detti il candidato per il quale uno debba votare. Probabilmente l’unica sicurezza che egli offre è che la cosa non possa essere totalmente rovinata. Ci sono troppi esempi di Papi che evidentemente lo Spirito Santo non avrebbe scelto.
In effetti la storia della Chiesa offre molti esempi di papi indegni (anche senza ricordare i papi che Dante mette all’Inferno). Così Ratzinger conferma proprio quanto affermato da san Vincenzo.
Si possono usare parole diverse, si può argomentare con uno stile diverso, ma resta la stessa concezione cattolica dei papi.
Per questo la Chiesa, durante i Conclavi, chiede ai fedeli di pregare affinché i cardinali eleggano il candidato che è nel cuore di Dio: proprio perché è possibile che eleggano qualcuno che non è adeguato al pontificato o che sarebbe pernicioso e magari è spinto da lobby e poteri di questo mondo.
In questo ultimo caso, lo Spirito Santo – diceva il card. Ratzinger – garantisce solo che costui non possa distruggere del tutto la Chiesa, anche se può fare danni immensi.
C’è di che riflettere… Facciamolo dunque con serenità e senza paraocchi, cari amici scribi. Riflettiamo con la pace di Cristo nel cuore.
Antonio Socci
L'articolo ECCO PERCHE’ UN PAPA PUO’ ESSERE ELETTO SU ISPIRAZIONE DELLO SPIRITO SANTO E UN ALTRO SU PRESSIONE DEI POTERI MONDANI (A PROPOSITO DI UNA FRASE DI SAN VINCENZO) proviene da Lo Straniero.

UN DOCUMENTO DRAMMATICO: IL MANIFESTO DELLA FEDE DEL CARDINALE MÜLLER.

9 Febbraio 2019 Pubblicato da 96 Commenti --
Marco Tosatti
Cari Stilumcuriali, il cardinale Gerhard Müller, già Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha stilato un Manifesto che possa servire da guida e da memento in questi tempi così ricchi di confusione e di incertezze. È un documento di grande peso e importanza, e certamente straordinario e commovente nella drammaticità dell’appello finale.
Manifesto della Fede
«Non sia turbato il vostro cuore!»(Gv 14,1)
Dinanzi a una sempre più diffusa confusione nell’insegnamento della fede, molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa cattolica mi hanno invitato a dare pubblica testimonianza verso la Verità della rivelazione. È compito proprio dei pastori guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciutae se loro per primi la percorrono. A proposito ammoniva l’Apostolo: «A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto»(1Cor 15,3). Oggi molti cristiani non conoscono più nemmeno i fondamenti della fede, con un pericolo crescente di non trovare più il cammino che porta alla vita eterna. Tuttavia, compito proprio della Chiesa rimane quello di condurre gli uomini verso Gesù Cristo, luce delle genti (vedi LG 1). In questa situazione, ci si chiede come trovare il giusto orientamento. Secondo Giovanni Paolo II, il Catechismo della Chiesa Cattolica rappresenta una «norma sicura per l’insegnamento della fede» (Fidei Depositum IV). Esso è stato scritto allo scopo di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede, una fede messa duramente alla prova dalla «dittatura del relativismo»[1].
1. Dio uno e trino, rivelato in Gesù Cristo 
L’epitome della fede di tutti i cristiani risiede nella confessione della Santissima Trinità. Siamo diventati discepoli di Gesù, figli e amici di Dio, attraverso il battesimo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La differenza delle tre persone nell’unità divina (254) segna una differenza fondamentale nella fede in Dio e nell’immagine dell’uomo rispetto alle altre religioni. Riconosciuto Gesù Cristo, i fantasmi scompaiono. Egli è vero Dio e vero uomo, incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l’unico Salvatore del mondo (679) e l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (846). Per questo, la prima lettera di Giovanni si riferisce a colui che nega la sua divinità come all’anticristo (1Gv 2,22), poiché Gesù Cristo, Figlio di Dio, dall’eternità è un unico essere con Dio, suo Padre (663). È con chiara determinazione che occorre affrontare la ricomparsa di antiche eresie che in Gesù Cristo vedevano solo una brava persona, un fratello e un amico, un profeta e un esempio di vita morale. Egli è prima di tutto la Parola che era con Dio ed è Dio, il Figlio del Padre, che ha preso la nostra natura umana per redimerci e che verrà a giudicare i vivi e i morti. Lui solo adoriamo in unità con il Padre e lo Spirito Santo come unico e vero Dio (691).
2. La Chiesa 
Gesù Cristo ha fondato la Chiesa come segno visibile e strumento di salvezza, che sussiste nella Chiesa cattolica (816). Diede alla sua Chiesa, che «è nata dal cuore trafitto di Cristo morto sulla croce»(766), una struttura sacramentale che rimarrà fino al pieno compimento del Regno(765). Cristo, capo, e i credenti come membra del corpo sono una mistica persona (795), per questo motivo la chiesa è santa, poiché Cristo, unico mediatore, l’ha costituita sulla terra come organismo visibile e continuamente la sostiene (771). Attraverso di essa l’opera redentrice di Cristo diventa presente nel tempo e nello spazio con la celebrazione dei SS. Sacramenti, soprattutto nel Sacrificio eucaristico, la S. Messa (1330). La Chiesa trasmette con l’autorità di Cristo la divina rivelazione, «che si estende a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale, senza i quali le verità salvifiche della fede non possono essere custodite, esposte o osservate» (2035).
3. L’Ordine sacramentale
La Chiesa è in Gesù Cristo il sacramento universale della salvezza (776). Essa non riflette sé stessa ma la luce di Cristo, che splende sul suo volto, e ciò avvenire solo quando il punto di riferimento non è l’opinione della maggioranza né lo spirito dei tempi, ma piuttosto la Verità rivelata in Gesù Cristo, che ha affidato alla Chiesa cattolica la pienezza di grazia e di verità (819): Egli stesso è presente nei sacramenti della Chiesa.
La Chiesa non è un’associazione creata dall’uomo, la cui struttura può essere modificata dai suoi membri a proprio piacimento: essa è di origine divina. «È Cristo stesso l’origine del ministero nella Chiesa. Egli l’ha istituita, le ha dato autorità e missione, orientamento e fine» (874). Ancora oggi è valido l’ammonimento dell’Apostolo secondo cui maledetto è chiunque proclami un altro Vangelo, «anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo» (Gal 1,8). La mediazione della fede è inscindibilmente legata alla credibilità umana dei suoi annunziatori: essi, in alcuni casi, hanno abbandonato quanti erano stati loro affidati, turbandoli e danneggiando gravemente la loro fede. Per loro se realizza la parola della Scrittura: «non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci» (2 Tim 4,3-4).
Compito del Magistero della Chiesa nei riguardi del popolo di Dio è quello di «salvaguardarlo dalle deviazioni e dai cedimenti» affinché possa «professare senza errore l’autentica fede» (890). Questo è particolarmente vero per quanto riguarda i sette sacramenti. La S. Eucaristia è «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» (1324). Il sacrificio eucaristico, in cui Cristo ci coinvolge nel suo sacrificio della croce, è finalizzato alla più intima unione con Lui (1382). Per questo la Sacra Scrittura ammonisce riguardo alle condizioni per ricevere la santa Comunione: «chiunque mangia il pane o beve il calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore» (1Cor 11, 27), dunque «Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione» (1385). Dalla logica interna del sacramento si capisce che i divorziati risposati civilmente, il cui matrimonio sacramentale davanti a Dio è ancora valido, come anche tutti quei cristiani che non sono in piena comunione con la fede cattolica e pure tutti coloro che non sono debitamente disposti, non ricevano la santa Eucaristia fruttuosamente (1457), perché in tal modo essa non li conduce alla salvezza. Metterlo in evidenza corrisponde a un’opera di misericordia spirituale.
Il riconoscimento dei peccati nella santa confessione almeno una volta all’anno è uno dei precetti della Chiesa (2042). Quando i credenti non confessano più i loro peccati ricevendone l’assoluzione, si rende vana la salvezza portata da Cristo, Egli infatti si è fatto uomo per redimerci dai nostri peccati. Il potere del perdono, che il Risorto ha conferito agli Apostoli e ai loro successori nell’Episcopato e nel Sacerdozio, rimette i peccati gravi e veniali commessi dopo il Battesimo. L’attuale pratica della confessione evidenzia come la coscienza dei credenti non sia oggi sufficientemente formata. La misericordia di Dio ci è data, affinché adempiamo i suoi comandamenti per conformaci alla sua santa volontà e non per evitare la chiamata alla conversione (1458).
«È il sacerdote che continua l’opera di redenzione sulla terra» (1589). L’ordinazione, che conferisce al sacerdote «un potere sacro» (1592), è insostituibile perché attraverso di essa Gesù diventa sacramentalmente presente nella sua azione salvifica. I sacerdoti scelgono volontariamente il celibato come «segno di questa vita nuova» (1579). Si tratta della donazione di sé stesso al servizio di Cristo e del Suo Regno che viene. Al fine di conferire validamente l’ordinazione nei tre gradi di questo sacramento, la Chiesa si riconosce vincolata alla scelta compiuta dal Signore stesso, «per questo motivo l’ordinazione delle donne non è possibile» (1577). A tale riguardo, parlare di una discriminazione della donna dimostra chiaramente una erronea comprensione di questo sacramento, che non riguarda un potere terreno ma la rappresentazione di Cristo, lo Sposo della Chiesa.
4. La legge morale
Fede e vita sono inseparabili, poiché la fede senza le opere compiute nel Signore è morta (1815). La legge morale è opera della sapienza divina e conduce l’uomo alla beatitudine promessa (1950). Di conseguenza, la «Legge divina e naturale mostra all’uomo la via da seguire per compiere il bene e raggiungere il proprio fine» (1955). La sua osservanza è necessaria a tutte le persone di buona volontà per conseguire la salvezza eterna. Infatti colui che muore in peccato mortale senza pentimento rimarrà per sempre separato da Dio (1033). Ciò comporta delle conseguenze pratiche nella vita dei cristiani, tra le quali è opportuno richiamare quelle oggi più frequentemente trascurate (cfr 2270-2283; 2350-2381). La legge morale non è un peso ma fa parte di quella verità liberatrice (cfr Gv 8,32) attraverso la quale il cristiano percorre la via della salvezza e non deve essere relativizzata.
5. La vita eterna
Molti si chiedono oggi per quale motivo la Chiesa esista ancora se gli stessi vescovi preferiscono agire da politici piuttosto che da maestri della fede proclamare il Vangelo. Lo sguardo non deve soffermarsi su questioni secondarie, ma è più che mai necessario che la Chiesa si assuma il suo compito proprio. Ogni essere umano ha un’anima immortale, che alla sua morte si separa dal corpo,però con la speranza della risurrezione dei morti (366). La morte rende definitiva la decisione dell’uomo a favore o contro Dio. Tutti devono affrontare il giudizio personale subito dopo la morte (1021): o sarà necessaria ancora una purificazione oppure l’uomo andrà direttamente verso la beatitudine celeste e gli sarà permesso di contemplare Dio faccia a faccia. Esiste però anche la terribile possibilità che una persona, fino alla fine, resti in contraddizione con Dio: rifiutando definitivamente il Suo amore, essa «si dannerà immediatamente per sempre» (1022). «Dio, che ci ha creati senza di noi, non ha voluto salvarci senza di noi» (1847). L’eternità della punizione dell’inferno è una realtà terribile, che – secondo la testimonianza della Sacra Scrittura – riguarda tutti coloro che «muoiono in stato di peccato mortale» (1035). Il cristiano attraversa la porta stretta, «perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano» (Mt 7,13).
Tacere su queste e altre verità di fede oppure insegnare il contrario è il peggiore inganno contro cui il Catechismo ammonisce vigorosamente. Ciò rappresenta l’ultima prova della Chiesa, ovvero «una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia della verità» (675). È l’inganno dell’Anticristo, che viene «con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati» (2Ts 2,10).
Appello
Come lavoratori nella vigna del Signore, noi tutti abbiamo la responsabilità di ricordare queste verità fondamentali aggrappandoci a ciò che noi stessi abbiamo ricevuto. Vogliamo dare coraggio per percorrere la via di Gesù Cristo con determinazione, così da ottenere la vita eterna seguendo i Suoi comandamenti (2075).
Chiediamo al Signore di farci conoscere quanto è grande il dono della fede cattolica, attraverso il quale si apre la porta alla vita eterna. «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi» (Mc 8,38). Pertanto ci impegniamo a rafforzare la fede confessando la verità che è Gesù Cristo stesso.
L’avvertimento che Paolo, l’apostolo di Gesù Cristo, da al suo collaboratore e successore Timoteo è rivolto in modo particolare a noi, vescovi e sacerdoti. Egli scriveva: «Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero» (2Tm 4,1-5).
Possa Maria, Madre di Dio, implorarci la grazia di aggrapparci alla confessione della verità di Gesù Cristo senza vacillare.
Uniti nella fede e nella preghiera
Roma, 10 febbraio 2019
Gerhard Cardinale Müller
Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012-2017

¡PREPÁRENSE EN EL ESPÍRITU!, LLEGUEN A MI HIJO Y VIVAN EN PAZ CON ÉL.

MENSAJE DE LA SANTÍSIMA VIRGEN MARÍA
A SU AMADA HIJA LUZ DE MARÍA
8 DE FEBRERO DEL 2019


Amados hijos de Mi Corazón Inmaculado:

LES BENDIGO A TODOS, LES AMO A TODOS PUES TODOS SON MIS HIJOS…

En el tiempo del hombre, ustedes son testigos de que todo transcurre, pero no son conscientes de que transcurre a gran velocidad. Mi Hijo, el Dueño de todo, ha permitido que la Tierra acelere su transitar para que Su Pueblo se aproxime hacia el cumplimiento de cuanto es esperado. 

YO SOSTENGO LA MANO DEL PADRE, COMO INTERCESORA DE USTEDES, SUPLICÁNDOLE QUE CONTINÚE DÁNDOLES OPORTUNIDADES PARA QUE NO SE PIERDAN Y SALVEN EL ALMA, PERO LA TESTARUDEZ DEL HOMBRE HACE CASO OMISO A LAS OPORTUNIDADES Y A LOS LLAMADOS DE LA CASA PATERNA.

He surcado las épocas, he ido de país en país, de pueblo en pueblo, alertándoles porque les amo, unos pocos me escuchan, otros son totalmente escépticos y otros siguen las revelaciones de todos los instrumentos amados de la Casa Paterna, por lo que se confunden y no saben qué cumplir ni por dónde ir.

YO HE VENIDO A LLAMARLES LA ATENCIÓN YA QUE LOS SUCESOS CONTINÚAN DÁNDOSE, la naturaleza ejerce su fuerza sobre la Tierra para que el hombre mire atentamente el poder de ella, de la naturaleza, pero el hombre teme en el instante en que se enfrenta a un padecer y pasado ese padecer deja de clamar al Padre, deja de llamar a Mi Hijo, deja de invocar al Santo Espíritu y deja de pedir Mi intercesión, pues cuando se ve libre de las penalidades, ya no somos necesarios...

Es triste esta realidad espiritual en la que vive el hombre de esta generación y por ello decae cada instante más al acoger las grandes novedades de la llamada liberación que el mal les ofrece: les ofrece liberación hacia el pecado y libertad en todos los ámbitos de la vida.  El hombre que, aún no ha comprendido que para seguir a Mi Hijo debe renunciar a sí mismo, a sus deseos, a sus caprichos (Cfr. Mt 16,24), acoge todo ese libertinaje que el mal ha disfrazado de libertad.

Miro cómo Mis hijos caen uno tras otro en las garras del mal y es que el Pueblo de Mi Hijo no medita en las palabras que el Demonio pronunció. Él ha desatado su fuerza en contra de Mis hijos para herir Mi Corazón Inmaculado, pues Él sabe que al final Mi Corazón Inmaculado triunfará y por ello desea aplastar a Mis hijos porque sabe que Yo amo a Mis hijos aunque no comprendan esto, porque les es más fácil pertenecer a lo mundano e ir con la mayoría que ha sido adoctrinada para seguir la falsedad, la mentira y despreciar el Camino de la Gracia que les lleva a la Vida Eterna.

¡Cuántos acuden el día domingo a la santa Celebración Eucarística y el resto de la semana ni un solo instante invocan el Santo y Divino Nombre de Mi Hijo!, y ese día domingo sin consciencia de lo que hacen, van sumando para su propia condenación, pues se acercan a la Mesa Eucarística, al Banquete Divino y reciben a Mi Hijo cargados de pecados, de los cuales no se arrepienten. ¡Cómo padece Mi Hijo! Es que no piensan, es que no sienten el dolor de Mi Hijo pues le hacen vivir continuamente Su Pasión y todo el recorrido de la Dolorosa Pasión.

DEBEN DECIDIRSE POR UN CAMBIO DE VIDA, AUNQUE ESCUCHO A TANTOS DE MIS HIJOS DECIR: “EL QUE SE PERDIÓ, SE PERDIÓ; Y EL QUE SE SALVÓ, SE SALVÓ”, PERO MI HIJO, QUE ES LA MISERICORDIA INFINITA Y YO LA MADRE DE ESA MISERICORDIA, LES MIRAMOS CONSTANTEMENTE ESPERANDO QUE DE USTEDES SALGA UNA PALABRA: “PERDÓN, SEÑOR, PERDÓN” Y MI HIJO LES ACOGERÁ COMO UN PADRE RECIBE A UN RECIÉN NACIDO.

HIJOS MÍOS, ¡ATIENDAN POR FAVOR!… El Anticristo (1) camina en el mundo, se encuentra actuando en el mundo, se encuentra moviendo sus tentáculos para enfrentarles a ustedes, para ultrajarles y atropellarles, para llevarlos a que cometan más pecados, para desesperarles, para desestabilizarles emocionalmente. Él mueve todos los tentáculos que posee para ir en contra de Mis hijos y ustedes no reaccionan ante esto.

Amados hijos de Mi Corazón Inmaculado, ¡Oh padecer tan grande el que llevo en Mi Corazón por esta generación, que como agua entre los dedos se escapa de las Manos de Mi Hijo y de las Manos de esta Madre!

Están acostumbrados a no pensar, a no discernir, a no tomar consciencia, a no pensar en las consecuencias de sus actos porque caminan en masa, así les han masificado para que la mayoría sea la que domine y les arrastre, pero ustedes: ¿no piensan en la Vida Eterna o en el sufrimiento de las llamas del infierno?, y lo digo aun en contra de los que dicen que el infierno no existe, que se vive en la Tierra, pero las penas de la Tierra no son comparables a las penas del infierno, y la Misericordia Trinitaria es infinita, pero es justa y perdonará a quienes se arrepientan, no perdonará a aquellos que consientan en su vida con libertad el pecado y que actúen en contra de las Leyes Divinas.  Esto deben tenerlo claro.

¡Oh hombres de esta generación!
¡Cuánto se sublevan continuamente!
¡Cuántos pecados de Mis hijos saldrán a la luz que llevarán gran dolor a la Iglesia de Mi Hijo! 

¡Cuánto pecado en los pasillos de los Templos y sé que algunos de Mis hijos dirán: “perdónalos Señor” !, pero ustedes son templos del Espíritu Santo y…

¡Cuánto pecado miro en los pasillos de la vida de ustedes continuamente, cuando no aman al hermano, pero principalmente cuando infringen la Ley de Dios!

Grandes alianzas se dan en el mundo y olvidan la Revelación que les dice: “cuando se den grandes alianzas es cuando más cerca se encontrarán de las grandes tribulaciones. (1 Ts 5,3)

Hijos, no piensan en una Tercera Guerra Mundial debido a que miran una aparente paz, pero la Tercera Guerra Mundial inició hace bastante tiempo atrás y esta avanza sigilosamente, de un lugar a otro enardeciendo a los hombres, levantando las llamas de la guerra.
 
Hijos Míos, con esa tenacidad con la que atienden a los servicios meteorológicos cuando les alertan de grandes ciclones que se acercan a sus países. ¡Prepárense, para salvar el alma!, ¡cuántos de los que perecen, pierden la Vida Eterna!

DEBEN PREPARARSE MATERIALMENTE, PERO ANTES DE ELLO…

 ¡PREPÁRENSE EN EL ESPÍRITU!, LLEGUEN A MI HIJO Y VIVAN EN PAZ CON ÉL.

Yo, intercedo por ustedes, porque le dan tanta importancia a las cosas del mundo y olvidan lo principal. Quizá porque en las homilías no han escuchado hablar de que poseen el alma y qué es el alma…

Quizá porque no les han alertado de los cambios que padecerá la humanidad… 

PERO YO, COMO ENVIADA DE LA SANTÍSIMA TRINIDAD, VENGO A USTEDES A ALERTARLES POR VOLUNTAD DIVINA, PARA QUE DISCIERNAN SOBRE SU VIDA, SOBRE SU OBRAR Y ACTUAR COTIDIANOS Y LOGREN SALVAR EL ALMA.

Hijos Míos, ¡cómo el hombre desprecia la vida!, ¡cómo el hombre se ha transformado en un verdugo!, “cómo la mujer consiente en darle muerte a un hijo!… Tanta es la Misericordia Divina que la Trinidad Sacrosanta ha esperado para no derramar completamente la Copa sobre la humanidad y el hombre sintiéndose Dios, da muerte a una criatura indefensa. ¿En dónde se encuentra el corazón del hombre? No les pregunto por la mente o el pensamiento, sino por el corazón de piedra que se ha envilecido en contra de sí mismo.

HIJOS MÍOS, RECAPACITEN Y SEA CADA UNO DE USTEDES, UN PORTAVOZ DE VOZ DE ESTA MADRE.  LLEVEN ESTA PALABRA A SUS HERMANOS, SEAN HIJOS VALIENTES. HÁBLENLES DEL AMOR MISERICORDIOSO DE LA TRINIDAD SACROSANTA Y DE ESTA MADRE A AQUELLOS QUE, CONOCIENDO ESE AMOR, HAN DECIDIDO RENUNCIAR A ÉL PARA CONTINUAR EN LOS PLACERES DEL MUNDO Y DE LA CARNE.

Amados hijos de Mi Corazón Inmaculado, verán el sol renacer, el Sol de la Voluntad Divina renacer y situarse en la vida de cada uno de ustedes para sostenerles cuando sea necesario.  No todo es penuria, Mi Hijo es libertad, es amor, es frescura, es viento que sopla y refresca cuando agobia el calor, es agua cristalina que quita la sed, es dulzura infinita, aun en medio de las amarguras. 

MI HIJO LES ABRIGA, LES ACUNA EN SUS BRAZOS, MI HIJO ES LA PLENITUD INFINITA, POR ELLO CAMINEN AL ENCUENTRO CON ÉL. LES AMO A TODOS Y DESEO VERLES A TODOS CON LAS VESTIDURAS BLANCAS CAMINANDO JUNTO A MI HIJO SIN PECADO ALGUNO Y ESO ES POSIBLE SI SE DECIDEN A VIVIR PARA ÉL (Cfr. Apoc 3,5).

Bendigo sus sacramentales, bendigo el camino de cada uno de ustedes y de sus familias.

Bendigo el corazón de ustedes y el corazón de cada uno de sus familiares.

Bendigo a todos aquellos que se encuentran enfermos para que en la enfermedad logren divisar el amor cuando esta se ofrece por la salvación de las almas. 

Bendigo a aquellos atribulados, aquellos que se desesperan para que ofrezcan todo a Dios por la salvación de las almas y miren con otros ojos las situaciones de la vida.

COMO MADRE LES BENDIGO Y LES PIDO CON MI CORAZÓN INMACULADO QUE LE RUEGUEN A MI HIJO QUE ENVÍE A SU ÁNGEL DE PAZ. (2)

Mamá María.

AVE MARÍA PURÍSIMA, SIN PECADO CONCEBIDA
AVE MARÍA PURÍSIMA, SIN PECADO CONCEBIDA
AVE MARÍA PURÍSIMA, SIN PECADO CONCEBIDA

(1) Revelaciones sobre el Anticristo, leer...
(2) Revelaciones sobre el Angel de Paz, leer...

 https://www.revelacionesmarianas.com/index.htm

venerdì 8 febbraio 2019

• La Calabria sarà colpita da un grande terremoto!!!

È l’ultimo istante, prima del mio intervento Divino su questa Umanità!!!

Carbonia, 04.02.2019

Ore 19.05

Mia amata figlia, Io sono il tuo Pastore, il tuo Dio Amore.
Scrivi figlia mia, scrivi questi ultimi appelli al mio popolo: figli miei, curate le vostre anime, mettetele in stato di grazia, state fermi nella mia Parola, non condividete altre religioni!

L’America ora sarà castigata!

Ha addolorato profondamente il mio cuore, si è perduta nelle viscere del demonio, gli orribili figli di Satana avranno il mio braccio poderoso su di loro.
L’abominio è stato compiuto!!!   Siamo giunti a grattare il fondo!
I miei piccoli, gli innocenti ancora non nati messi al macello! Oh! Quanto dolore è in Me! Quanto dolore in Maria!
Vipere maledette è giunta la vostra ora, sarete messi al torchio e vivrete in voi tutto ciò che avete fatto ai miei piccoli.
Questa Nazione sparirà dalla faccia della Terra!!!
         Mai più vedrà la luce!
         Mai più sentirà il calore del sole!
         Mai più sarà baciata dalla rugiada perché, Io Dio, castigherò questa Nazione
         per il suo tradimento a Me.

Attendete ora l’ultimo segno, quello dell’abolizione Eucaristica

e tutto avrà compimento!!!

Il Dio dell’Eterno Amore trionferà con tutti i suoi figli, mentre i Giuda saranno messi in condizioni di pena grande.

È l’ultimo istante, prima del mio intervento Divino su questa Umanità bevutasi il veleno di Satana, ormai perduta dietro le sue astute seduzioni!

... è finita per i bastardi! Dio annuncia la sua Giustizia sugli empi.

• La Calabria sarà colpita da un grande terremoto!!!

• La Sicilia berrà il calice amaro del vulcano che si scatenerà alla grande
   in un’improvvisa eruzione disastrosa.

Figli miei, o voi tutti che state alle pendici dei vulcani lasciate in fretta quelle terre e cercate rifugio in altro luogo.

L’ora batte la fine di un tempo vecchio, il percorso di questa Umanità è stato deplorevole agli Occhi di Dio! …Pietà, pietà di voi o uomini ciechi e sordi alla mia Voce, per voi sarà pianto e stridore di denti.

Richiamo ancora il mio popolo a Me, state vicino a Me, state con Me figli miei, perché su di voi venga la mia grazia, quella dello Spirito Santo: sarete presi dall’Alto e sarete ricoverati in luogo sicuro.

Pregate come non mai, mettetevi in ginocchio davanti al Crocifisso e chiedete umilmente perdono per i vostri peccati, abbandonate il mondo, tornate in fretta al vostro Dio Creatore.

Tuona già la mia ira, state vigili, state con la lampada della fede accesa, i calzari ai piedi, i fianchi cinti e il bastone in mano perché, all’improvviso succederà la mia Giustizia!

Convertitevi o uomini, convertitevi!
 

martedì 29 gennaio 2019

gli angeli che sono sulla terra vi proteggeranno

Trevignano Romano 29 gennaio 2019
Figli miei, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Perché non vedo molti dei miei figli? Da cosa sono distratti! Figli miei amati, vi meravigliate quando dico che accadranno cose incomprensibili, ricordate che tutto ciò che ho predetto accadrà in questo tempo, quindi, vi chiedo di prepararvi agli eventi che arriveranno, preparatevi con la preghiera e con i sacrifici, non temete, perché gli angeli che sono sulla terra vi proteggeranno, sono molti mandati dal cielo. Siate testimoni. Figli miei, non abbiate paura, pregate per la Chiesa divisa e quasi disgregata. Amatevi sempre gli uni con gli altri, diffondete pace e non zizzania. Vi invito ancora alla conversione, vi proteggerò sempre come Madre. Ricordate, che siete nel mondo, ma non siete del mondo. Ora, vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, amen”.


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